Adele Bonolis è nata il 14 agosto 1909 a Milano, ultima di quattro figli ed è stata battezzata nella Basilica di Sant’Ambrogio. La sua vita futura sembra “segnata” da un incontro: ancora bambina in compagnia del padre vede per la prima volta una prostituta e da adulta infatti si occuperà delle donne di strada per restituire loro dignità e offrire loro un occasione di riscatto.

La formazione di Adele avviene in oratorio nelle fila della gioventù femminile di Azione cattolica.

Tra gli anni trenta e quaranta cresce in Lei il desiderio di una consacrazione privata e di dedicarsi ad una vita di apostolato.
L’idea che l’accompagnerà tutta la vita è quella di “ ristabilire l’amore” e di “ trasformare il male in bene”.

Nel 1932 conosce Giuseppina Achilli con la quale stringerà un rapporto di sincera amicizia e collaborazione; sarà Lei ad incoraggiare Adele a proseguire gli studi fino
a ottenere il diploma magistrale, la maturità classica e infine a laurearsi in Lettere e Filosofia all’Università Cattolica nel novembre 1944 con una tesi intitolata “ Il male Morale”.

Inizia il suo impegno al Centro diocesano con le donne di A.C. e poi nel CIF provinciale di Milano dove dedicherà molto tempo ed energie.
Nel 1943 un bombardamento distrugge l’abitazione della famiglia Bonolis e Adele si trasferisce con il padre malato a Tradate dove è parroco Don Pietro Restelli zio dell’amica Giuseppina.

Inizia ad avvicinare le persone bisognose soprattutto le prostitute, da cui è sempre stata attratta e che vede particolarmente esposte. Ben presto anche Giovanna Negrini si unisce alle due amiche Adele e Giuseppina: nasce così il primo nucleo di una comunità di donne che negli anni successivi sarebbe molto cresciuta.

Nel 1947 Adele accetta di dirigere una colonia estiva che accoglie anche ragazzi a rischio, l’esperienza è positiva e i genitori chiedono di non interrompere quell’iniziativa dalla forte valenza educativa: nasce così “ la casa dei ragazzi” a Castello di Vezio, in provincia di Lecco per ospitare i minori.

Tenere aperta la struttura richiede molte risorse economiche di cui la Bonolis non dispone, ma Adele mantiene sempre una grande fiducia nella Provvidenza, convinta che al momento opportuno non mancherà.

Tra 1950 e il 1962 nascono quindi quattro opere: la prima naturalmente sarà per le prostitute poi per persone detenute ed ex, per malati psichici.
Adele è accogliente, determinata, coraggiosa, possiede un grande dono: la capacità di ascolto, l’ascolto paziente e rispettoso; è anche prudente e avveduta, crede nelle persone, da fiducia e dedica loro ogni attenzione. Si dedica anche all’insegnamento della religione perché è alla “base di tutto”, insegna al Liceo Berchet, dove è molto apprezzata e amata dai suoi alunni. Inoltre apre un ufficio di prima accoglienza nella sua casa Di Via Lanzone, 18 a Milano dove vive con Giuseppina Achilli.

Nel 1962 fonda l’associazione Amicizia oggi Fondazione per chi come Lei vive una profonda dimensione spirituale e vuole spendersi per il prossimo.

Nel dicembre 1976 viene operata di tumore all’intestino e nonostante le sofferenze, continua a visitare le “sue case”. Morirà 11 agosto 1980.

Ai funerali celebrati a Sant’Ambrogio l’abate mons. Libero Tresoldi dirà:” Avvicinando Adele Bonolis l’impressione era quella di chi trovava in Lei un punto di appoggio, un luogo di rifugio, una speranza per procedere nel cammino. Si era sempre preoccupata di comportarsi come la vela di una barca che cerca il soffio del vento e da esso si lascia condurre”.