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  ….la nostra fede ci impegna a credere fermamente al valore della persona umana…………… nessuna deturpazione può essere sufficiente ad annullare questo misterioso ma reale valore…….. con queste idee-...
Anche quest’anno nel periodo natalizio vi aspettiamo all’Iper di Grandate per confezionare i vostri regali, ci troverete vicino all’entrata del supermercato. Mancinelli

direttrice, C.O.F.

Appena sarò morta, andrò in cerca di tutti i miei uomini, le mie donne ed i miei bambini, nessuno deve andare perso. Adele Bonolis

Estrazione Biglietti 2016  

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ecco l’elenco di tutti i biglietti vincenti, e cogliamo l’occasione per ringraziare  tutti di aver contribuito a dare una mano alla nostra associazione.

Casa orientamento femminile

La Storia Della C.O.F.

La “C.O.F.” Casa di Orientamento Femminile “Maria Assunta” di Montano Lucino nasce nel 1957, da un’iniziativa di Adele Bonolis, come risposta al bisogno di accoglienza di ex prostitute che, dopo la chiusura delle case chiuse a seguito dell’applicazione della Legge Merlin, si trovano di fatto abbandonate a se stesse.

Attualmente la Casa si occupa del reinserimento sociale di ragazze in difficoltà, sia extracomunitarie che italiane, provenienti da esperienze di prostituzione o da disagio familiare.

Nei fatti la C.O.F. si pone come risposta al bisogno di ricostruzione personale e sociale di persone che, in gran parte non ancora maggiorenni, hanno vissuto esperienze di violenza e degrado della propria dignità al limite dell’accettabilità umana.

Attualmente accogliamo 17 minori e 15 donne maggiorenni (dove per “maggiorenne” si intende ad esempio la ventenne) per le quali l’ordinamento giuridico

italiano non prevede alcun riconoscimento economico da parte degli enti preposti; la scelta viene compiuta consapevolmente dalla Casa, pur nel disagio

economico che ciò comporta, nella consapevolezza che la persona umana deve essere rivalutata indipendentemente dall’esistenza di un supporto economico che la accompagna.

“ Il principio fondamentale che crediamo di aver assorbito da Adele Bonolis è l’accoglienza alla persona: quello di cui ci preoccupiamo è di dare una casa alle donne che arrivano da noi, oberate di sofferenza. Non importa se non godono di nessuna retta…… diamo ospitalità e tutto il tempo necessario a riflettere sulla propria vita e a tirar fuori la voglia di ricostruirla. Ogni persona ha la sua storia, i suoi tempi, i suoi bisogni. Noi non mettiamo fretta a nessuno.

E’ vero che l’obiettivo finale è che ogni ragazza ritrovi la voglia di vivere autonomamente e pienamente; ma è vero anche che deve arrivare a questa decisione in piene forze, con una certa sicurezza.

Ogni ragazza ha bisogno di mettere alla prova la sua libertà e qui lo può fare, con la sicurezza che c’è qualcuno che l’aiuta a riflettere sulle sue scelte senza sostituirsi alla sua assunzione di responsabilità.” ( da un’intervista rilasciata da Marisa Russo ex direttrice C.O.F.).

La C.O.F. vive in gran parte anche sull’aiuto di persone che, colpite dall’esperienza, contribuiscono in modo concreto al funzionamento della casa anche attraverso donazioni.

Il tutto senza poter peraltro procedere ad inziative di divulgazione e conoscenza dell’esperienza in atto, in quanto la specifica tipologia di ospiti esposte a ritorsioni o anche minacce fisiche, obbliga alla riservatezza sulla presenza della struttura.

Chi Siamo

* C.O.F. : ASSOCIAZIONE ENTE MORALE ONLUS N. SOCI : 214

* ORGANIGRAMMA , CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE PRESIDENTE : Signora Ornella Gambarotto

    VICE PRESIDENTE , TESORIERE , CONSIGLIERI , PERSONALE C.O.F. , DIRETTRICE: Emilia Mancinelli , VICE DIRETTRICE ,
    EDUCATRICI , PSICOLOGA , EDUCATRICI INFANZIA , CUOCHE , INFERMIERA , AMICI SOSTENITORI
    Collaborano nel buon funzionamento della casa offrendo manodopera gratuita per un adeguato mantenimento della stessa.

* GUIDA SPIRITUALE , DON Aldo MAESANI (parroco di Montano)  , VALPOLINI Mons Rinaldo (Diocesi di Como)

LA C.O.F. è iscritta negli elenchi del volontariato della Presidenza del Consiglio dei Ministri e della Regione Lombardia .

A norma del D.lgs. n.460 del 4.12.1997 e successive modifiche, la C.O.F. – onlus, possiede i requisiti per fruire della disciplina tributaria ivi prevista a favore delle Organizzazioni non lucrative di utilità sociale (ONLUS).

Ai sensi dell’art. 11del D.L.vo n.460/97 , fra le agevolazioni previste dalla vigente normativa, sono comprese le erogazioni liberali effettuate da persone fisiche e giuridiche, nei limiti e con le modalitàdi cui all’art. 13 bis del D.P.R. n. 917 del 2.12 1986, come modificato dall’art. 13 del D. L.vo n.460-97.
In particolare le persone fisiche possono detrarre dall’imposta lorda un ammontare pari al 19% delle “erogazioni liberali in denaro” a favore di Organizzazioni non lucrative di utilità sociale.

La C.O.F. – ONLUS, persegue esclusivamente le finalità di solidarietà sociale previste dal suddetto decreto legislativo ed è quindi idonea a ricevere erogazioni liberali e/o deducibili.

per le erogazioni liberali

Cod. IBan : IT 19 Q 05216 10901 000000055610
CREDITO VALTELLINESE COMO

….la nostra fede ci impegna a credere fermamente al valore della persona umana……………
nessuna deturpazione può essere sufficiente ad annullare questo misterioso ma reale valore……..
con queste idee- forza nel cuore abbiamo rivolto il nostro animo a categorie di persone da altri escluse……….
A. Bonolis 11 maggio 1978

……proprio perché l’associazione è indipendente ed equidistante, C.O.F. ha bisogno dell’aiuto di tutti.
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• PROGETTO EDUCATIVO
REGOLAMENTO CASA ORIENTAMENTO FEMMINILE

Premesse

Le tre parole chiave con le quali Adele Bonolis ha intitolato la sua opera e che ci sono state tramandate come eredità carismatica ed operativa sono: CASA e ORIENTAMENTO, oltre alla forse più scontata FEMMINILE.
CASA invece di comunità, struttura, centro o qualsiasi altra denominazione tipica di opere simili.
Forse perché Adele Bonolis era solita affermare che “per accogliere non basta dare solo da mangiare”.
Casa, per indicare un luogo dove sia possibile riconoscere un’appartenenza di tipo familiare ed affettivo, dove ci si possa sentire a proprio agio, accolti ed

accettati per quello che si è, dove sia data attenzione e sia considerata ogni singola persona.
Casa dove si possa conoscere e riconoscere per crescere.
Casa come luogo di convivenza tra le diversità (età, nazionalità, condizione di provenienza), convivenza non strutturata in modo rigido, burocratico e formale,

ma secondo regole e secondo un indirizzo pedagogico proprio, trasmesso tramite la relazione e l’esempio.
Casa come luogo di unità, di confronto, di scontro, di cambiamento, di condivisione delle responsabilità.
Casa come luogo dove rifugiarsi ed essere protette, ma anche base per aprirsi all’esterno e proiettarsi in un futuro indipendente.

 

ORIENTAMENTO

Ci si deve orientare quando ci si è persi o quando si vuole raggiungere una meta; per orientarsi occorre prime di tutto capire dove ci si trova e poi individuare la direzione da percorrere attraverso dei parametri di riferimento stabili ed essenziali.
In queste due parole è implicito tutto il programma della COF, sia per quanto riguarda i compiti e le finalità dell’opera del personale, che le basi per formulare i programmi per le ospiti.
Quello che segue è un tentativo di dare forma a questa eredità senza la presunzione di esaurirla.
E’ aggiungere un pezzo al lavoro che è stato svolto in tutti questi anni e che ancora si evolverà, come tutto ciò che rimane vivo.
Una casa, per essere tale e per poter avere la funzione di orientare deve avere in sé una filosofia educativa che comprenda una parte molto accogliente, rivolta alla cura e al “perdono”, e una parte più normativa, costituita da regole e da comportamenti ritenuti indispensabili per fornire le basi di una convivenza

(regolamento interno), senza per questo prefissare indicazioni, stili di vita o progetti precostituiti per il futuro.

LE FASI DI ORIENTAMENTO

E’ l’ospite che chiede di essere accolta e quindi deve essere cosciente che aderire ad un processo di orientamento finalizzato all’autonomia è una condizione necessaria per la permanenza in comunità.
L’autonomia è un processo graduale ed aumenta man mano che la persona acquisisce gli strumenti per orientarsi all’interno ed all’esterno della casa.
Le fasi non sono rigidamente prefissate ma dipendono dai tempi della persona e devono essere caratterizzate dal dialogo e dalla verifica costante con chi è identificato idoneo all’interno del personale.

PRIMA FASE “ACCOGLIENZA”

Questa prima fase è finalizzata a permettere alla persona di incominciare ad ambientarsi all’interno della casa, di capire che cosa le è successo e dove è arrivata, di riprendersi fisicamente dai traumi e dalla stanchezza ed iniziare a tranquillizzarsi.
Questo tempo serve per fare chiarezza della situazione: denunce, rapporti in sospeso con l’esterno, ecc.
In questi giorni l’ospite non può uscire all’esterno se non accompagnata dal personale per incombenze necessarie, per il resto del tempo viene lasciata tranquilla e in camera da sola se lo desidera, non chiedendole nessuna attivazione.
E’ inoltre obbligatorio sottoporsi agli accertamenti sanitari necessari per escludere patologie infettive rischiose per la vita di comunità.

SECONDA FASE “INSERIMENTO”

Dopo 15 giorni viene chiesto all’ospite se vuole rimanere nella casa e le si spiega che la sua permanenza sarà possibile solo se accetterà di aderire al regolamento interno ed alle fasi del programma, condizioni che le norme vigenti danno come premesse per la concessione del permesso di soggiorno.
Questa fase è prevalentemente interna ed ha le seguenti finalità:
1. Dare il tempo per una rielaborazione delle esperienze e dei traumi precedenti.
2. Ottenere i documenti necessari per la continuazione del programma ( Permesso di soggiorno,codice fiscale, libretto sanitario, iscrizione alle liste di collocamento, ecc.).
3. Osservazione da parte del personale preposto e valutazione delle capacità di tenuta rispetto al programma di inserimento, delle capacità di integrazione nella casa

e di responsabilizzazione nel laboratorio di lavoro, di collaborazione nella gestione della casa.
4. Fare emergere le aspettative personali volte alla formulazione del progetto futuro (lavoro o scuola).
5. Acquisire capacità lavorative ed adattarsi agli orari prefissati.
6. Instaurare rapporti di fiducia con le altre ospiti e con il personale.
7 . Iniziare a frequentare il corso di alfabetizzazione, qualora necessario.
Concretamente in questa fase vengono adottati i seguenti passi:- inserimento nel turno dei piatti- inserimento nel laboratorio con gli orari prefissati- non è possibile uscire se non accompagnate dal personale

TERZA FASE “PRIME USCITE”

L’ospite nella maggioranza dei casi è ancora in attesa dei documenti che le permetteranno di lavorare. In questa fase l’ospite trascorre la maggior parte del suo tempo all’interno della casa, ma deve iniziare ad uscire in modo graduale e guidato, dopo l’orario del laboratorio, il sabato e la domenica ( non ancora alla sera), rispettando l’orario di rientro per la cena.
L’uscita è sempre subordinata all’autorizzazione della direttrice.
Questa fase va preceduta da un lavoro di rete di conoscenza di associazioni, gruppi sportivi, ricreativi ed altro dove poter inserire le ospiti a seconda dei loro interessi.

QUARTA FASE “INSERIMENTO LAVORATIVO”

L’ospite, ottenuti i documenti necessari, qualora non abbia deciso di proseguire gli studi, viene accompagnata alla ricerca e nell’inserimento lavorativo.
Viene aperto un conto in banca con il primo stipendio per favorire l’educazione all’uso del denaro.
L’ospite può iniziare ad uscire anche alla sera solo dopo aver presentato alla Direttrice le persone con le quali intende uscire, se esterne o sconosciute alla comunità. Deve sempre chiedere il permesso di uscire e rispettare l’orario di rientro serale.

QUINTA FASE “SEMIAUTONOMIA O AUTONOMIA”

In questa fase si può attuare il graduale distacco dalla casa ed il reinserimento anche abitativo delle persone che hanno raggiunto una buona maturità e capacità di autogestione, attraverso il reperimento di soluzioni abitative indipendenti.
L’autonomia viene attuata con modalità e tempi diversificati in relazione al programma, alle caratteristiche, ai bisogni ed alle difficoltà di separazione che intervengono.

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